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LIFE Minnow

Tipologia
Progetti europei
Programma di ricerca
Life
Ente finanziatore
UE
Budget
5 461 316.13
Periodo
01/08/2022 - 31/07/2027
supporto comunicazione
Shade Amini
Coordinatore/Coordinatrice
Stefano Fenoglio

Partecipanti al progetto

Descrizione del progetto

Life Minnow

Life Minnow, dal titolo completo Small fish, small streams, big challenges: conservation of endangered species in tributaries of the upper Po river, ha come obiettivo il miglioramento dello stato di conservazione di sei specie ittiche d'acqua dolce presenti in Allegato II della Direttiva Habitat, attraverso la realizzazione, nel bacino secondario del Fiume Po, di interventi diretti sulle specie (ripopolamento, gestione specie aliene ecc...) e sui loro habitat (riqualificazione fluviale).

 

Partners:

Università di Torino

Istituto Delta Ecologia applicata

Città Metropolitana di Torino 

Politecnico di Torino 

Università di Torino Istituto Delta

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Provincia di Cuneo

Provincia di Vercelli 

Aree Protette del Po Piemontese

Provincia di Alessandria

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Obiettivi

L'obiettivo del progetto è quello di prevenire il declino di sei pesci d'acqua dolce presenti in Allegato II della Direttiva Habitat: Lampreda padana (Lethenteron zanandreai), Lasca (Protochondrostoma genei), Savetta (Chondrostoma soetta), Cobite mascherato (Sabanejewia larvata), Vairone (Telestes muticellus), Scazzone (Cottus gobio). T. muticellus è stato valutato in stato di conservazione U1 Sfavorevole-Inadeguato e gli altri cinque come U2 Sfavorevole-In pericolo.

Gli obiettivi specifici sono

  • il ripristino della connettività longitudinale per 122 km, attualmente frammentata da 16 barriere;
  • il miglioramento dell'habitat in 13 punti strategici;
  • il ripopolamento di cinque specie grazie alla piscicoltura;
  • il controllo e la riduzione delle specie aliene in 440 km nei 20 siti Natura 2000 della Regione Piemonte, nella parte settentrionale del bacino del Po;
  • la costruzione di un impianto di riutilizzo di biomassa alloctona attraverso un accordo con un'azienda di pet food.

È previsto un ampio approccio delle parti interessate, sia con la partecipazione attiva alle azioni di conservazione (pescatori, volontari, studenti, cittadini), sia con il coinvolgimento della comunità locale per aumentare il valore delle risorse naturali attraverso un approccio di Citizen Science.

Per la conservazione a lungo termine della specie, il progetto redigerà e approverà misure di conservazione specifiche; linee guida per la continuità fluviale; fornirà dati per aggiornare le misure del Piano di gestione del bacino del Po della Direttiva quadro sulle acque.

Per la trasferibilità e la replicabilità dei risultati, il progetto implementerà una rete di stakeholder per replicare e trasferire i risultati del progetto svolgendo attività di networking in Italia, Spagna e Francia in aree che stanno affrontando minacce simili per specie simili. Il progetto contribuisce all'attuazione del programma di lavoro LIFE applicando le migliori pratiche considerate in 20 siti Natura 2000 e in altre aree adiacenti.

Specie target

  • Lampreda padana (Lethenteron zanandreai) (U2, VU) è un agnato endemico il cui areale storico comprendeva l'Italia settentrionale e alcuni bacini di Marche, Slovenia e Croazia. Questa lampreda, non migratrice, ha elevate esigenze ambientali, tanto che il suo areale si è drammaticamente contratto negli ultimi decenni, con una riduzione dell'area originaria di circa il 90%. Ad oggi, nell’area di progetto sono identificabili solo 8 popolazioni, disconnesse, e localmente minacciate.
  • Lasca (Protochondrostoma genei) (U2, EN) e Savetta (Chondrostoma soetta) (U2, EN) sono endemismi italiani, precedentemente diffusi in Pianura Padana e in alcuni bacini adriatici e ora in rapida scomparsa. In passato questi due ciprinidi erano abbondanti in molti ambienti lotici della nostra area di studio, ma attualmente le loro ultime popolazioni sopravvivono proprio in pochi affluenti e in corpi idrici marginali. genei ha subito una riduzione delle popolazioni del 50% dal 2000 ad oggi, mentre C. soetta è attualmente presente solo con individui sporadici e una sola popolazione stabile in tutta l'area di progetto (Torino).
  • Cobite mascherato (Sabanejewia larvata) (U2), specie endemica del distretto del Po-Veneto, è presente nell'area di studio per meno del 20% del suo areale originario.
  • Vairone (Telestes muticellus) (U1) e Scazzone (Cottus gobio) (U2) sono tipici abitanti di piccoli sistemi lotici ben ossigenati con alveo grossolano e acque a scorrimento veloce; quando presenti, mostrano una situazione di popolazione migliore ma il loro areale dal 2010 ad oggi è in continua contrazione, a causa del degrado degli habitat e dell'invasione di specie alloctone.

Le attività di allevamento, riproduzione artificiale e successiva reintroduzione delle sei specie target di progetto, risultano fondamentali per migliorare il loro stato di conservazione in tempi relativamente “brevi”. Inoltre, la rimozione delle minacce che hanno portato alla rarefazione delle popolazioni è di certo fondamentale e propedeutica per la buona riuscita delle attività di reintroduzione.

Area di progetto e minacce

L’area di progetto riguarda la porzione nord-occidentale del bacino del Fiume Po; si sviluppa lungo 21 corpi idrici su un’estensione complessiva di 440 km e comprende 20 Siti Natura 2000. Tutti i siti sono piccoli ambienti di acqua corrente di estrema importanza come rifugi, aree di deposizione delle uova, aree di riproduzione e di nursery, e ambienti trofici.

L’azione di progetto intende contrastare i fattori che stanno drammaticamente minacciando le specie target determinandone lo sfavorevole stato di conservazione e complessivamente la tendenza negativa, e la cui incidenza è pressoché costante e trasversale su tutti i 20 siti Natura 2000 interessati dal progetto e su altre aree contigue, in collegamento con i siti. Di seguito le minacce in ordine decrescente d’importanza, sebbene le prime 3 abbiano parimenti un ruolo determinante per lo sfavorevole stato conservativo delle specie.

  1. Alterazione dell'habitat e frammentazione longitudinale;
  2. Invasione di specie alloctone;
  3. Declino delle popolazioni e carenza di strutture efficaci per l’allevamento delle specie target;
  4. Cambiamenti climatici;
  5. Mancanza di linee guida gestionali delle specie e dei relativi habitat a scala regionale.

Loghi partner del progetto

Ultimo aggiornamento: 25/09/2023 17:26
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